Ricevo e pubblico
Non garantisco per la veridicità della notizia, e come al solito vorrei che non fosse vero, ma vero lo sarà! Basta repressione!!!
Il 30 settembre la giunta comunale di Torino ha cambiato il regolamento sulle armi in dotazione dei vigili urbani decidendo di dotarli di spray
irritante, manette, mazzetta segnaletica e sfollagente di gomma. I vigili
che si occupano di nomadi e di parcheggiatori abusivi avranno in dotazione
anche il tonfa. Ai rom e ai posteggiatori bisogna suonarle di più.
La fame vien mangiando e i civich non si accontentano mai.
La fantasia va al potere e i vigili hanno studiato la loro ricetta contro
la microcriminalità: i farmacisti.
Da mercoledì 1° ottobre - in 15 farmacie "pioniere" - sono entrati in
azione i signori in camice bianco: ogni settimana, facendo tesoro delle
"confidenze" dei loro clienti, redigeranno un rapporto sulla loro zona.
Nel mirino ladri e spacciatori, tossici e rom, poveri e senza casa,
mendicanti e bulli. I vigili monitoreranno a turno le varie zone sulla
base delle segnalazioni raccolte dai farmacisti.
Nulla di nuovo sotto il sole: dove non arrivano pattuglie, alpini e le
3000 telecamere "pubbliche" arriva l'orecchio discreto e gentilmente
inquisitore della spia di quartiere: nel ventennio c'erano i capo
fabbricato, oggi è il turno del dottore di farmacia.
La barbarie avanza. Nel silenzio, nell'indifferenza, nel plauso dei più.
Inutile dire delle mille piccole liti di cortile che verranno sussurrate
con sussiego e malcelata compiacenza alle orecchie del Dottore, abituato
per mestiere ad ascoltare dei mali - veri e finti - dei propri clienti.
Inutile dire che il bravo Dottore saprà "filtrare" le informazioni sulla
base di altri pettegolezzi.
La miseria quotidiana dei nostri condomini finirà sul taccuino di un
occhiuto vigile urbano. E non sarà il peggio.
Il disprezzo malcelato per l'immigrato del piano di sotto, la diffidenza
verso la ragazzina che chiede l'elemosina, il figlio del vicino che lo
sanno tutti che è tossico e ladro, il cane di quell'altro che abbaia
troppo ma nessuno lo dice a voce alta... Tutti nel taccuino del farmacista
che si farà garante di tante "civili" vendette, megafono del razzismo
montante, cassa di risonanza della paura che si tinge dei colori
dell'odio.
Difficile prevedere se una spia amica dietro il bancone delle aspirine e
delle creme antirughe farà diminuire il consumo di ansiolitici tra i tanti
paranoici che ci stanno intorno.
Un altro pezzetto di libertà che se ne va. Senza nemmeno bisogno della
polizia, perché quello che ci vien chiesto è di divenire noi stessi,
discreti, anonimi e vigliacchi delatori delle miserie che abbiamo intorno,
di quelle che noi stessi viviamo ogni giorno. Il rancore che trova un
obiettivo e un solerte dottore che lo cura facendo elenchi sul suo
taccuino.
Dal prossimo gennaio - se l'esperimento sarà riuscito - verrà esteso a
tutte le 280 farmacie di Torino. Ma qualsiasi esperimento può fallire.
Andiamo nelle farmacie dei pionieri della delazione e diciamo che chi fa
la spia non ci piace, che andremo da un'altra parte con le nostre ricette.
Per segnalare il proprio dissenso può bastare una telefonata di protesta.
Se saremo tanti forse qualcuno di questi spioni volontari cambierà idea,
forse altri saranno indotti a riflettere e si rifiuteranno. Forse questa
città non è ancora strangolata dalla paura. Forse. Dipende da noi tutti.
Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46
La sede è aperta ogni giovedì dalle 21
Info e contatti:
fai_to@inrete.it
338 6594361
venerdì 17 ottobre 2008
A Torino i Farmacisti sono spie!!!
domenica 28 settembre 2008
Cosa fa girare il mondo?
sabato 13 settembre 2008
Un luogo
venerdì 12 settembre 2008
A cosa serve la bocca della Carfagna?
Certo che il titolo di questo post non mi contraddistingue per raffinatezza però questa donna proprio è priva di neuroni e forse anche di cuore...Insomma io e la Carfagna proprio non ci prendiamo (e non che io abbia l'onore di conoscerla!)
Il Comitato per i diritti civili delle prostitute contro il ddl del governo
ROMA
BASTA DIRE NO
Piazza del dissenso
12 settembre 2008 - Basta dire no
di Furio Colombo
Negli anni ’80 la signora Reagan, allora apprezzata First Lady degli Stati Uniti, ha introdotto nel lessico politico americano l’espressione, diventata subito popolarissima: “BASTA DIRE NO”.
Questa semplice e chiara sequenza di tre parole potrebbe essere slogan e bandiera di una salda opposizione. Niente più del “NO” appartiene (per parodiare D’Alema) a una “cultura di governo” perché ogni buon governo si fonda su molti inflessibili “NO” altrimenti governare sarebbe una scompagnata.
Chi ci governa, del resto, ci sta dando quotidianamente l’esempio.
Avremmo voluto salvare la scuola pubblica dalla distruzione evitando un umiliante viaggio all’indietro fra grembiulini e licenziamenti. E ci hanno detto subito NO.
Avremmo volto guardare dentro la scatola della manovra finanziaria triennale approvata in nove minuti, e l’hanno votata subito con la fiducia.
Avremmo voluto partecipare, educatamente, marginalmente, al grosso e complicato affare del federalismo fiscale, ma loro vanno di fretta, Bossi deve presentare tutto al Dio Po entro domenica 14 settembre, altrimenti i suoi fanno la secessione.
Avremmo voluto celebrare l’8 settembre il primo eroico atto di resistenza italiana contro i tedeschi occupanti. Il Capo dello Stato lo ha fatto da solo. Ma il sindaco di Roma e il Ministro della Difesa dell’Italia post fascista hanno detto NO. Uno ha celebrato il Partito Nazionale Fascista. L’altro la Repubblica di Salò.
Possibile che non si sappia, non si voglia raccogliere la lezione?
“BASTA DIRE NO” a qualunque loro progetto sulla giustizia. Perché non c’entrano gli italiani e gli interessi del Paese, ma è solo l’esito di una lunga guerra di un potente imputato e dei suoi avvocati contro i giudici. La loro riforma è comunque un atto di maxi-ricusazione dei giudici a cui non si partecipa.
“BASTA DIRE NO” alla loro legge sulle intercettazioni, cervellotica (solo tre mesi per intercettare la Mafia), ambigua (forse sarà esonerato il reato di corruzione, il più amato dagli italiani), e liberticida (pene durissime a chi informa i cittadini di reati a danno dei cittadini). Vero, ricalca in parte una bozza di legge del centro-sinistra. Opera di Mastella. Volete dire che Mastella, anche da Ceppaloni, resta l’anima (il “chip”, si direbbe nell’informatica) del nuovo Pd?
“BASTA DIRE NO” alle bugie di Frattini che ci nasconde cose accadute (e gravi, come i colloqui Putin e Gheddafi) e ci racconta cose inventate. (Non c’è traccia nella stampa del mondo della “mediazione” Berlusconi-Putin che avrebbe posto fine alla guerra).
“BASTA DIRE NO” alle Commissioni “Attali” di Alemanno che, persino se il sindaco non fosse fascista, servono solo alla gloria di Alemanno.
“BASTA DIRE NO” al fascismo esemplare del Ministro La Russa che, in un giorno sacro alla Resistenza e mentre il Vice Presidente degli Stati Uniti è ospite dell’Italia, esalta i brigatisti di Salò “Per avere combattuto contro gli anglo- americani” dunque contro i liberatori dell’Italia occupata e distrutta da nazisti e fascisti. Dunque difensori di Auschwitz.
“BASTA DIRE NO” con assiduità, continuità, persuasione, orgoglio.Gli elettori se ne accorgeranno
Tratto da Micromega del 12 settembre 2008


